DURATA

½ Giornata

LOCATION

Toscana, Massa

ETÀ

0-99

PERIODO

Gen-Dic

Massa: il Rinascimento e i Malaspina


Destinazioni

Vicino mare, il promontorio e le isole del Golfo di Luni… può dirsi la Nizza della nostra Toscana”. Con queste parole, Emanuele Repetto, storico e geografo, introduce Massa, capoluogo dell’omonima provincia insieme a Carrara, accoccolata ai piedi delle Apuane, che deve il proprio nome probabilmente alle organizzazioni dell’economia curtense diffuse in tutto il continente europeo sin dall’alto Medioevo.

Vicino mare, il promontorio e le isole del Golfo di Luni… può dirsi la Nizza della nostra Toscana”. Con queste parole, Emanuele Repetto, storico e geografo, introduce Massa, capoluogo dell’omonima provincia insieme a Carrara, accoccolata ai piedi delle Apuane, che deve il proprio nome probabilmente alle organizzazioni dell’economia curtense diffuse in tutto il continente europeo sin dall’alto Medioevo.
Originariamente era conosciuta come “Borgo della Rocca”, per il fatto che la città si è sviluppata intorno alla fortificazione risalente al X secolo – la rocca, appunto – che la domina dall’alto.
Massa ha vissuto il suo periodo di massimo splendore durante la reggenza della famiglia Malaspina che nell’arco di mezzo millennio, dal 1400 al 1900 l’attenzione imposta nel panorama economico, politico, culturale ed artistico del tempo, quale centro strategico di rilevante importanza.
È evidente che la scoperta della città non possa prescindere dal grande lascito malaspiniano.
Tappa obbligata quindi al famoso Castello Malaspina eretto nel 1442 sulle rovine dell’antica rocca. Ubicato in posizione privilegiata, il castello sovrasta non solo la città ma anche tutta la costa, da Livorno a La Spezia. Perfettamente conservato, si presenta al visitatore con i suoi grandi bastioni e l’imponente cinta muraria sulla quale svetta il palazzo residenziale.
E dopo il castello? Sicuramente il centro storico, con le belle e ampie piazze dalle pavimentazioni e i monumenti in marmo di Carrara, e i palazzi rinascimentali dai colori vivaci.
Piazza Aranci, chiamata così per la presenza di numerosi alberi di arancio, è la più grande e importante della città. Qui si trova Palazzo Ducale, grande costruzione cinquecentesca dalla facciata rossa su cui spiccano i cornicioni in marmo bianco delle finestre, le colonne, le scalinate, i loggiati e i portali.
Poco distante, Piazza Mercurio, vero e proprio luogo di incontro tra la città vecchia e la nuova, sovrastata dalla grande colonna marmorea che ha in cima il dio che le dà nome, circondata dalle coloratissime facciate dei palazzi che vi si affacciano.
Non può poi mancare il Duomo, immensa e poderosa cattedrale di marmo, dallo stile tipicamente barocco che si impone, inaspettata, sulle strette stradine del centro. Al suo interno è custodito un bellissimo affresco di Madonna col Bambino, opera di Pinturicchio.
Tra le location meno turistiche ma di sicuro interesse ed apprezzamento, c’è poi l’Orto Botanico Pietro Pellegrini – situato fuori città e raggiungibile tramite la Via dei Marmi – che ospita numerose specie endemiche che crescono sulle Alpi Apuane.

La scoperta di Massa può essere svolta in mezza giornata (3 ore circa) e la visita è tutta incentra sulla parte rinascimentale della città. Si comincia con la visita guidata al Castello Malaspina, quindi si scende verso Piazza Mercurio e da qui in Piazza degli Aranci dove visiteremo il Palazzo Ducale. Quindi ultima tappa al Duomo di San Francesco.

È questa una zuppa la cui ricetta si perde indietro nel tempo e si rifà alla cucina tradizionale di questa terra a metà strada tra la costa, la zona collinare e le vette delle Alpi Apuane. Caratteristica fondamentale del patto è quell’insieme di erbe selvatiche che si possono raccogliere nelle campagne intorno a Massa. Alla tradizionale minestra di patate e fagioli toscane si aggiungono infatti “gli erbi”: acetosa, asparago selvatico, aspraggine, borraggine, carota selvatica, cicerbita, costole d’asino, finocchio selvatico, insalata selvatica, lattughino-pizzarello, luppolo, ortica, papavero, piantaggine, pimpinella, porro selvatico, prezzemolo selvatico, radicchio, ranuncolo, raperonzolo, romice crespa, soffione, valerianella. Un piatto povero, ma ricchissimo di sapori.

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